Pubblicato il Maggio 15, 2024

Il riempimento del camion non è una questione di volume, ma di margine: ogni viaggio deve essere un centro di profitto, non solo un costo da minimizzare.

  • Analizzare il “costo dell’aria trasportata” è il primo passo per quantificare le perdite nascoste e giustificare l’investimento in ottimizzazione.
  • La scelta tra FTL e LTL deve basarsi su un’analisi di break-even che consideri urgenza, valore della merce e opportunità di backhaul, non solo il tasso di riempimento.
  • Ignorare la distribuzione del peso e i rischi legali come il sovraccarico assiale può vanificare qualsiasi risparmio, trasformandolo in sanzioni e costi imprevisti.

Raccomandazione: Tratta ogni camion come un asset finanziario. Usa i dati per decidere se un camion parzialmente pieno ma inserito in un ciclo di andata/ritorno redditizio non sia più profittevole di un carico completo una tantum.

Se sei un responsabile dei trasporti, conosci bene la frustrazione di firmare una fattura per un camion che ha viaggiato mezzo vuoto. Ogni metro cubo di spazio non utilizzato è, a tutti gli effetti, denaro bruciato. L’aria è il tuo nemico numero uno, un passeggero invisibile che paga il biglietto con i tuoi margini. La reazione istintiva è cercare di riempire il veicolo a ogni costo, consolidando gli ordini, posticipando le partenze, rincorrendo la chimera del 100% di saturazione.

Le soluzioni standard che tutti propongono – usare un software TMS, cercare carichi di ritorno – sono note. Ma spesso si rivelano consigli superficiali che non affrontano il vero nocciolo del problema. Queste strategie trattano il sintomo (il camion vuoto) e non la malattia (un modello di spedizione non profittevole). Gestire la logistica non significa solo spostare merci dal punto A al punto B; significa farlo in modo che ogni viaggio contribuisca attivamente al margine aziendale.

E se la vera chiave non fosse semplicemente “riempire di più”, ma “guadagnare di più” da ogni singolo viaggio? Questo articolo adotta la prospettiva di un Load Planner esperto per il quale l’efficienza non si misura in metri cubi, ma in euro di profitto. Abbandoneremo l’idea che un camion pieno sia sempre la soluzione migliore e ci concentreremo su come trasformare ogni spedizione in un’operazione strategicamente redditizia. Analizzeremo come calcolare il costo reale dello spazio vuoto, quando è economicamente vantaggioso pagare per un camion intero anche se non è pieno, e come gestire i rischi nascosti che possono trasformare un viaggio apparentemente efficiente in una perdita netta.

Questo percorso ti fornirà gli strumenti per smettere di combattere una battaglia persa contro lo spazio vuoto e iniziare a orchestrare una flotta che genera valore. Analizzeremo in dettaglio le strategie operative, le decisioni finanziarie e gli strumenti tecnologici per passare da una logistica reattiva a una proattiva e profittevole.

Perché spedire aria ti costa il doppio rispetto a un carico ottimizzato e come calcolarlo?

Spedire un camion con spazi vuoti non significa semplicemente pagare per un servizio che non utilizzi appieno. Significa, di fatto, raddoppiare il costo unitario di ogni prodotto trasportato. Ogni viaggio ha costi fissi (ammortamento, assicurazione, stipendio dell’autista) e variabili (carburante, pedaggi) che rimangono quasi invariati, sia che il camion sia pieno al 50% o al 100%. Di conseguenza, se un viaggio a pieno carico ha un’incidenza di 1€ per collo, lo stesso viaggio con il camion a metà carico vedrà l’incidenza salire a 2€ per collo. Con studi che indicano come quasi il 58% dei camion viaggi con spazio inutilizzato, il costo aggregato di questa inefficienza per il sistema economico è enorme.

Il vero problema è che questo “costo dell’aria trasportata” è spesso nascosto nelle pieghe del bilancio, mascherato come un generico “costo di trasporto”. Per un Load Planner, renderlo visibile è il primo passo per eliminarlo. Bisogna passare da una valutazione a sensazione a un calcolo preciso del costo-opportunità. Un viaggio di ritorno a vuoto di soli 300 km può rappresentare un costo vivo tra i 360 e i 450 euro, considerando un costo operativo per mezzi pesanti che si attesta tra 1,20 € e 1,50 € al chilometro.

Quantificare questa perdita non è un esercizio accademico, ma uno strumento strategico. Presentare al management un report che dice “lo scorso mese abbiamo speso 10.000€ per trasportare aria” ha un impatto molto diverso rispetto a un generico “dobbiamo ottimizzare i carichi”. Solo misurando il problema è possibile giustificare investimenti in tecnologie, processi o risorse umane dedicate a risolverlo. Il calcolo preciso del costo dell’inefficienza trasforma un problema operativo in una metrica finanziaria, parlando l’unica lingua che ogni azienda comprende: quella del profitto.

Il tuo piano d’azione: calcolare il costo reale dello spazio vuoto

  1. Identifica i costi fissi: Somma i costi annuali del veicolo (ammortamento, assicurazione) e del personale (autista) e dividili per i giorni lavorativi per ottenere un costo fisso giornaliero.
  2. Calcola i costi variabili di tratta: Moltiplica il costo al km (carburante, manutenzione) per la distanza e aggiungi i pedaggi specifici del percorso.
  3. Valuta il costo opportunità: Considera che ogni viaggio a vuoto o parzialmente vuoto non solo non genera ricavo, ma raddoppia di fatto l’incidenza dei costi variabili sul carico utile trasportato.
  4. Aggiungi il costo dell’inefficienza: Un camion al 45% di riempimento ha gli stessi costi fissi di uno pieno. Calcola la differenza tra il costo per unità al 100% di saturazione e quello attuale.
  5. Quantifica il potenziale risparmio: Confronta il costo totale attuale con lo scenario ottimizzato (es. 100% carico o backhaul) per dimostrare il risparmio ottenibile e giustificare l’azione.

Come combinare ordini di clienti diversi sulla stessa tratta senza rischiare errori di consegna?

Il groupage, ovvero la combinazione di più spedizioni parziali (LTL) in un unico carico completo (FTL), è la risposta più ovvia al problema dei camion mezzi vuoti. Tuttavia, la sua complessità operativa è anche la ragione principale per cui molte aziende preferiscono subire il costo dell’inefficienza piuttosto che affrontarla. Il rischio di errori di consegna, scambi di merce e ritardi può trasformare un potenziale risparmio in un disastro logistico e commerciale. La soluzione non risiede nella buona volontà degli operatori, ma nella tecnologia e nei processi standardizzati.

Un sistema di gestione dei trasporti (TMS) avanzato, idealmente integrato con un sistema di gestione del magazzino (WMS), è il cervello dell’operazione. Questi software non si limitano a pianificare il percorso più breve; orchestrano l’intero processo. L’etichettatura univoca di ogni collo con codici a barre o tag RFID è il primo, non negoziabile, livello di sicurezza. Questo garantisce che ogni pacco sia tracciabile singolarmente dall’origine alla destinazione.

Sistema di etichettatura con codici a barre per la tracciabilità delle merci nel magazzino

Durante la fase di carico, il software guida l’operatore, indicando l’esatta sequenza di prelievo e stivaggio basata sull’ordine di consegna (LIFO – Last In, First Out). Ogni scansione del codice a barre convalida che il collo giusto sia caricato sul camion giusto. Allo stesso modo, a ogni fermata di consegna, la scansione dei colli da scaricare previene errori, garantendo che solo la merce per quel cliente venga movimentata. Questo sistema a prova di errore, che fornisce anche una Prova di Consegna (POD) digitale, riduce drasticamente le possibilità di errore umano.

Caso di studio: l’impatto di Easy WMS di Mecalux

L’implementazione del software Easy WMS di Mecalux dimostra l’efficacia di un sistema integrato. Il software permette di assegnare automaticamente il carico in base al vettore e al percorso. Ogni pacco viene indirizzato a un buffer di uscita specifico secondo la sequenza di consegna prestabilita, eliminando quasi del tutto gli errori in fase di caricamento. Il sistema, che include la scansione di ogni collo sia in entrata che in uscita, non solo fornisce una tracciabilità completa ma ha dimostrato di poter ridurre i tempi di preparazione fino al 40%.

L’investimento in tecnologia diventa così il fattore abilitante per trasformare il rischio del groupage in un’opportunità di efficienza e risparmio. Di seguito un confronto indicativo dei sistemi disponibili.

L’analisi seguente, basata su dati di settore, illustra come l’adozione di software specifici impatti sulla riduzione degli errori e quali sono i costi di implementazione indicativi, come evidenziato da un’analisi di Mecalux sui software per il carico dei camion.

Confronto tra sistemi di gestione ordini multipli
Sistema Funzionalità chiave Riduzione errori Costo implementazione
TMS Base Pianificazione percorsi -30% errori €5.000-15.000
TMS Avanzato Tracking real-time + POD digitale -70% errori €15.000-50.000
Sistema Integrato WMS+TMS Gestione completa magazzino-trasporto -95% errori €50.000+

Carico completo (FTL) o parziale (LTL): quando conviene pagare l’intero camion anche se non è pieno?

La scelta tra un carico completo (FTL) e un carico parziale (LTL) sembra semplice: se hai abbastanza merce per riempire un camion, scegli FTL; altrimenti, LTL. Questa è una visione da principiante. Un Load Planner esperto sa che la decisione è molto più sofisticata e si basa su un’analisi di break-even che va oltre il volume. Ci sono situazioni in cui noleggiare un intero camion, anche per riempirlo solo al 70%, è nettamente più profittevole che optare per un servizio groupage.

Il primo fattore è l’urgenza. Un servizio LTL, per sua natura, implica fermate intermedie, trasbordi e tempi di attesa. Un FTL è un servizio dedicato, diretto e più rapido. Se il contratto con il cliente prevede penali per il ritardo, il costo di queste penali potrebbe superare di gran lunga il risparmio apparente di una spedizione LTL. In questi casi, il sovrapprezzo per un servizio FTL dedicato urgente, che secondo gli operatori come FERCAM può aggirarsi tra il 30% e il 40% rispetto a un LTL, è un’assicurazione sulla puntualità.

Il secondo fattore è il rischio di danneggiamento. Ogni volta che la merce viene movimentata in un hub di smistamento (tipico del LTL), il rischio di danni, smarrimenti o furti aumenta. Per carichi di alto valore o particolarmente fragili, il costo potenziale di un sinistro può rendere il servizio FTL, dove la merce non viene mai toccata tra la partenza e l’arrivo, l’opzione più sicura e, alla fine, più economica. La regola generale è: se il valore della merce supera una certa soglia (es. 50.000 €), il minor rischio del FTL ne giustifica il costo maggiore.

Infine, l’elemento strategico chiave è l’opportunità di backhaul (carico di ritorno). Un’azienda che spedisce regolarmente FTL verso una destinazione, anche se parzialmente vuoto, ha il controllo completo del veicolo e può negoziare attivamente un carico di ritorno. Un’operazione FTL da Milano a Napoli al 60% di saturazione potrebbe sembrare inefficiente, ma se si garantisce un carico di ritorno da Napoli, l’intero ciclo (round trip) diventa estremamente profittevole, superando di gran lunga il margine ottenibile da due singole spedizioni LTL. In questo scenario, il “costo dell’aria” all’andata è un investimento calcolato per garantire un ritorno redditizio.

Il rischio penale del sovraccarico assiale anche se il peso totale del camion è a norma

L’ossessione per il peso totale del carico, per rimanere entro i limiti di legge, spesso oscura un rischio molto più subdolo e pericoloso: il sovraccarico assiale. Un camion può essere perfettamente a norma come massa complessiva (es. 44 tonnellate), ma avere un asse che supera il limite consentito a causa di una distribuzione errata del peso sul pianale. Questo non è solo un’infrazione amministrativa; è una condizione che compromette gravemente la stabilità e la frenata del veicolo, e che la legge tratta con estrema severità.

Il punto che molti responsabili della logistica sottovalutano è che la responsabilità non è solo dell’autista. Il Codice della Strada è molto chiaro su questo punto, introducendo il concetto di “responsabilità in solido”. Ciò significa che, in caso di incidente o di un controllo che riveli un sovraccarico assiale, la colpa può essere estesa a cascata, coinvolgendo non solo chi guida, ma anche chi ha materialmente caricato la merce, il responsabile della logistica che ha pianificato il carico, e persino il legale rappresentante dell’azienda committente.

La responsabilità legale non ricade solo sull’autista, ma può estendersi a chi ha caricato la merce, al responsabile della logistica e al legale rappresentante dell’azienda

– Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Codice della Strada Art. 167 – Responsabilità in solido

Affidarsi all’esperienza dell’operatore per “bilanciare a occhio” è una scommessa che nessuna azienda moderna può permettersi. L’unica difesa contro questo rischio è l’utilizzo di software di pianificazione del carico. Questi strumenti permettono di simulare in 3D la disposizione della merce, calcolando in tempo reale la distribuzione del peso su ogni singolo asse del veicolo e del rimorchio. Il software fornisce un piano di carico ottimizzato che non solo massimizza lo spazio, ma garantisce il rispetto di tutti i limiti di peso, generando un report che funge da prova documentale della dovuta diligenza.

Visualizzazione 3D della distribuzione ottimale del peso su un camion

Investire in un software di questo tipo non è un costo, ma un’assicurazione contro sanzioni pesanti, fermi amministrativi del veicolo e, soprattutto, contro le implicazioni penali che possono derivare da un incidente causato da un carico instabile. Il mercato offre diverse soluzioni, come dimostra la tabella seguente basata su analisi di settore.

La tabella seguente, basata su dati di Logisticamente.it, confronta alcune soluzioni software per la pianificazione del carico, evidenziando le loro capacità nel prevenire il sovraccarico assiale.

Software di pianificazione del carico: prevenzione sovraccarico assiale
Software Controllo assiale Alert automatici Certificazione legale
Cargo Studio Calcolo real-time distribuzione peso Sì, visuale e sonoro Report certificato
EasyCargo Simulazione 3D carico Sì, pre-caricamento Piano di carico stampabile
Cape Truckfill Algoritmo ottimizzazione assiale Sì, multi-livello Documentazione normativa inclusa

Come disporre la merce sul pianale per evitare sanzioni e garantire stabilità in curva?

Una volta che il software ha fornito il piano di carico ottimale, l’esecuzione pratica dello stivaggio diventa l’ultimo, cruciale anello della catena della sicurezza. Un carico mal disposto o non adeguatamente assicurato può vanificare la migliore pianificazione, muovendosi durante il trasporto e alterando pericolosamente la distribuzione dei pesi. Il risultato non è solo il rischio di danneggiare la merce, ma anche di compromettere la stabilità del veicolo, specialmente in curva o in frenata, con conseguenti sanzioni e pericoli.

Le normative europee, come la EN 12195-1, non sono semplici raccomandazioni, ma standard legali che definiscono precisamente come un carico deve essere assicurato. Queste norme stabiliscono le forze che i sistemi di ancoraggio devono essere in grado di sopportare: l’80% del peso del carico in avanti (in frenata), e il 50% lateralmente e all’indietro. Rispettare queste norme richiede l’applicazione di tecniche di stivaggio professionali, che vanno ben oltre il semplice “riempire i buchi”.

Le tecniche più efficaci includono:

  • Tecnica “interlocking” (a incastro): Alternare l’orientamento dei pallet o dei colli a ogni strato per creare un blocco unico e compatto che previene i movimenti laterali.
  • Disposizione a T: Posizionare i carichi più pesanti al centro del pianale, sopra gli assali, formando una T per abbassare il baricentro del veicolo e massimizzare la stabilità.
  • Stivaggio a colonna: Per merci uniformi, creare colonne verticali stabili, utilizzando cinghie di rinforzo orizzontali ogni due strati per compattare le colonne.
  • Utilizzo di Dunnage Bags: Inserire e gonfiare questi “cuscini d’aria” negli spazi vuoti tra i pallet o tra il carico e le pareti del camion per impedire qualsiasi movimento e assorbire le vibrazioni.
  • Ancoraggio corretto: Applicare un numero adeguato di cinghie a cricchetto, rispettando la regola minima di almeno 4 cinghie per ogni 5 metri di lunghezza del carico.

La formazione degli operatori di magazzino su queste tecniche è fondamentale. Un piano di carico perfetto su carta è inutile se chi lo esegue non ne comprende i principi e l’importanza. L’investimento in formazione e attrezzature di ancoraggio di qualità è una componente essenziale per garantire non solo l’efficienza, ma anche la sicurezza e la conformità legale di ogni singola spedizione.

Perché spedire in Calabria e nelle Isole costa il 30% in più e come mitigare questo extra-costo?

Spedire merci verso la Calabria, la Sicilia e la Sardegna presenta una sfida economica che ogni responsabile della logistica in Italia conosce bene: un extra-costo che può arrivare e superare il 30% rispetto a tratte di pari distanza nel Centro-Nord. Questo sovrapprezzo non è arbitrario, ma è la diretta conseguenza di uno squilibrio strutturale dei flussi di merci. Molti più camion carichi viaggiano da Nord a Sud di quanti facciano il percorso inverso. Questo significa che un’alta percentuale di veicoli è costretta a tornare al Nord parzialmente o completamente vuota.

Il costo di questo “viaggio a vuoto” di ritorno viene inevitabilmente ribaltato sulla tariffa del viaggio di andata, facendola lievitare. Con dati nazionali che indicano una percentuale di viaggi a vuoto tra il 25% e il 27%, è facile capire come questo problema si acuisca sulle tratte con un forte squilibrio commerciale. A questo si aggiungono i costi specifici del traghettamento per le isole, che rappresentano un’ulteriore voce di spesa fissa.

Subire passivamente questo extra-costo, tuttavia, non è l’unica opzione. Esistono strategie proattive per mitigarlo:

  • Creare hub di consolidamento: Invece di spedire piccoli lotti direttamente, si possono consolidare le spedizioni in un hub strategico in città come Napoli, Salerno o Bari, per poi affidare la distribuzione finale a partner logistici locali che hanno una maggiore efficienza su quelle tratte.
  • Analizzare la frequenza vs il volume: Spesso, una singola spedizione mensile a pieno carico costa meno di quattro spedizioni settimanali parziali. Analizzare lo storico degli ordini può rivelare il punto di equilibrio ottimale.
  • Negoziare ritorni garantiti (backhaul): Collaborare attivamente per trovare carichi di ritorno. Per esempio, un’azienda che spedisce manufatti al Sud può stringere accordi per trasportare prodotti agroalimentari locali al Nord, creando un ciclo virtuoso che abbatte i costi per entrambi.
  • Utilizzare le borse carichi: Piattaforme digitali come RestaItalia o Teleroute permettono di trovare in tempo reale opportunità di backhaul, trasformando un viaggio di ritorno a costo zero in una fonte di ricavo.
  • Pianificazione collaborativa: Unirsi ad altre aziende non concorrenti che servono le stesse aree geografiche per effettuare spedizioni cumulative, raggiungendo più facilmente la saturazione del mezzo.

Queste strategie richiedono un cambio di mentalità: da semplice acquirente di un servizio di trasporto a gestore attivo dei flussi logistici, trasformando un problema geografico in un’opportunità di ottimizzazione strategica.

Perché un veicolo Euro 6 ti fa risparmiare migliaia di euro all’anno sui pedaggi in Germania e Austria?

Quando si pianificano tratte internazionali, soprattutto verso paesi come Germania e Austria, la classe di emissioni del veicolo non è più un dettaglio ecologico, ma un fattore economico determinante. Questi paesi hanno implementato sistemi di pedaggio (Maut) che non si basano solo sulla distanza e sul numero di assi, ma sono pesantemente indicizzati alla classe di emissioni del veicolo. La differenza di costo tra un camion Euro 5 e un Euro 6 non è di pochi centesimi, ma si traduce in migliaia di euro di risparmio ogni anno per ogni veicolo.

Il motivo è semplice: i governi incentivano l’uso di veicoli meno inquinanti applicando tariffe significativamente più basse. Un veicolo Euro 6, che emette meno CO2 e ossidi di azoto, paga un pedaggio al chilometro molto inferiore rispetto a un vecchio Euro 5. Per un’azienda di trasporti che opera regolarmente su tratte come la Verona-Monaco o la Milano-Francoforte, questa differenza si accumula rapidamente. Come dimostra la tabella sottostante, basata su stime di settore, il risparmio annuale per un singolo veicolo può facilmente superare i 4.000-7.000 euro.

La tabella, basata su dati di costo esercizio aggiornati da Trasporti-Italia, evidenzia il risparmio tangibile sui pedaggi per un veicolo Euro 6 rispetto a un Euro 5 su tratte internazionali comuni.

Confronto costi pedaggi Euro 5 vs Euro 6 su tratte internazionali (stime annuali)
Tratta Euro 5 (€/anno) Euro 6 (€/anno) Risparmio annuale
Verona-Monaco (settimanale) €18.720 €14.560 €4.160
Milano-Francoforte (bisettimanale) €34.320 €26.520 €7.800
Bologna-Vienna (settimanale) €21.840 €16.900 €4.940

Oltre al risparmio diretto sui pedaggi, un veicolo Euro 6 offre vantaggi collaterali. Garantisce l’accesso senza restrizioni alle Umweltzonen (zone a basse emissioni) di molte città tedesche, evitando multe e deviazioni. Inoltre, al momento della rivendita, un veicolo Euro 6 ha un valore residuo superiore del 15-20% rispetto a un Euro 5. L’investimento iniziale più alto per un veicolo Euro 6 si ripaga quindi in 3-4 anni, non solo attraverso i risparmi sui pedaggi, ma anche garantendo la conformità con le normative ambientali future e un maggior valore dell’asset aziendale. Per un’azienda con una flotta di 10 veicoli che opera su queste tratte, il risparmio annuale può superare i 40.000 euro, una cifra che trasforma la scelta della motorizzazione da decisione tecnica a leva strategica di profitto.

Da ricordare

  • L’aria trasportata è un costo reale: calcolarlo trasforma un problema operativo in una metrica finanziaria per giustificare l’azione.
  • La scelta FTL vs LTL non dipende solo dal volume, ma da un’analisi strategica di costi, rischi, urgenza e opportunità di backhaul.
  • La conformità legale va oltre il peso totale: il sovraccarico assiale comporta rischi penali che solo un software di pianificazione del carico può mitigare efficacemente.

Come spedire piccoli lotti di merce in Europa risparmiando fino al 40% rispetto al corriere espresso?

La gestione di piccoli lotti di merce destinati all’Europa rappresenta un dilemma classico per molte aziende: il corriere espresso è veloce e affidabile, ma proibitivamente costoso, mentre il trasporto tradizionale sembra non avere senso per pochi pallet. La soluzione si trova nel mezzo: il servizio di groupage internazionale. Questa opzione permette di consolidare la propria merce con quella di altre aziende all’interno dello stesso camion, dividendo i costi del trasporto e ottenendo tariffe fino al 40% più basse rispetto a un corriere espresso, a fronte di tempi di consegna leggermente più lunghi (solitamente 4-5 giorni lavorativi).

La chiave è capire il punto di pareggio (break-even point) tra urgenza e costo. Per una spedizione ultra-urgente sotto i 70 kg, il corriere espresso rimane imbattibile. Ma appena il peso e il volume aumentano, il groupage diventa esponenzialmente più conveniente. Per spedizioni tra 70 e 500 kg, un servizio di groupage “Premium” può garantire la consegna in 72-96 ore a un costo significativamente inferiore rispetto all’espresso.

La tabella seguente, basata su dati di mercato, offre un quadro per identificare la soluzione ottimale in base a peso, volume e urgenza.

Questa analisi comparativa, basata su dati di operatori come Shiply, aiuta a definire il punto di pareggio per la scelta del servizio di spedizione più efficiente in base alle caratteristiche del carico.

Break-even point: quando scegliere groupage vs corriere espresso
Peso/Volume Urgenza Soluzione ottimale Costo indicativo
<70kg / <0.5m³ 24-48h Corriere espresso €150-300
70-500kg / 0.5-2m³ 72-96h Groupage Premium €200-500
>500kg / >2m³ 4-5 giorni Groupage Economy €300-700
Pallet completo 3-4 giorni LTL dedicato €400-900

Per massimizzare i risparmi con il groupage, è necessario adottare un approccio proattivo. Invece di spedire piccoli ordini man mano che arrivano, è più efficiente consolidarli in un’unica spedizione settimanale o bisettimanale. Inoltre, sfruttare gli hub logistici centrali in Europa (ad esempio in Germania o Benelux) per la distribuzione regionale può essere più economico che spedire direttamente punto-punto. Infine, negoziare contratti annuali con operatori specializzati in groupage può garantire tariffe preferenziali, riducendo ulteriormente i costi del 20-30%. In questo modo, il groupage si trasforma da semplice alternativa a vera e propria strategia di ottimizzazione dei costi per l’export europeo.

Per padroneggiare questa leva di risparmio, è fondamentale comprendere a fondo le logiche del groupage internazionale e come applicarle alla propria realtà aziendale.

Domande frequenti sulla pianificazione e sicurezza del carico

Qual è la forza minima che devono sopportare i sistemi di ancoraggio?

Secondo la normativa EN 12195-1, i sistemi di ancoraggio devono essere in grado di resistere a una forza pari all’80% del peso del carico nella direzione di marcia (in caso di frenata) e al 50% del peso del carico lateralmente e all’indietro.

Ogni quanto vanno verificate le cinghie di ancoraggio durante il trasporto?

La prassi migliore, e in alcuni contesti obbligatoria, prevede una prima verifica dopo i primi 50 km di viaggio per assicurarsi che il carico si sia assestato correttamente, e successivamente ad ogni sosta superiore ai 30 minuti o, in assenza di soste, ogni 150 km circa.

Quali sono le sanzioni per carico non assicurato correttamente?

Le sanzioni per un carico non correttamente assicurato possono variare in base alla gravità dell’infrazione. In Italia, si parte da circa 87 € per irregolarità lievi, ma possono arrivare fino a 1.376 € con decurtazione di punti dalla patente e il fermo amministrativo del veicolo nei casi più gravi e pericolosi.

Scritto da Roberto Cattaneo, Specialista in trasporto intermodale e logistica ferroviaria. Esperto nell'integrazione gomma-rotaia e nell'ottimizzazione dei carichi per le lunghe percorrenze in Europa.